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Al MIBACT le leggi si fanno strane


Questo post su Facebook di Matteo Renzi avrà certamente un posto tra i documenti con cui si scriverà la storia di questo periodo.
L’autore è ora il segretario del partito più rappresentato in Parlamento, è stato Presidente del Consiglio per mille giorni e aspira fortemente a tornare in quella carica prima possibile. Le sue parole hanno dunque un certo peso, quale che sia il veicolo utilizzato per diffonderle (e la sua pagina Facebook conta un po’ più di un milione di seguaci).

Insieme alle parole di sdegno del Ministro competente (“figuraccia internazionale”) per la bocciatura da parte del TAR della nomina di alcuni direttori di importanti Musei italiani, quelle del post si prestano almeno a due considerazioni, in forma di domanda, che necessiterebbero una risposta (che difficilmente arriverà).

1) Riguardo a “cambiare i TAR”: che si intende?
Dato per scontato che non si tratti di cambiare i modi di selezione dei giudici (sarebbe un commento un po’ inquietante) o aspetti di dettaglio su procedure o titolarità (non si vedrebbe il nesso), si può supporre che il problema sollevato riguardi l’ipotesi della loro abolizione di cui da tempo si discute. Ma allora delle due l’una:
- o si tratta di attribuire la competenza ad altro organo giudicante, quando si tratta di decidere in merito alla legittimità di un interesse (il compito affidato ai TAR), e allora questo implicherebbe un giudizio sulla qualità del lavoro dei giudici amministrativi: in quanto pronunciato da un aspirante Presidente del Consiglio tornerebbe ad essere un commento inquietante (perché intimidatorio) e colorerebbe di sgradevole ipocrisia il “rispetto istituzionale” che si dice dovuto all’organo
- o si tratta di sopprimere il diritto a far valere in giudizio un interesse legittimo: davvero si può arrivare a immaginarlo?

2) Riguardo alla figuraccia: chi l’ha fatta?
Anche qui, delle due l’una:
- o la sentenza sarà riformata in 2° grado presso il Consiglio di Stato, e allora (ma solo allora!) il giudice di 1° grado avrà fatto la figura … che ordinariamente i giudici di 1° grado corrono il rischio di fare; è il nostro ordinamento che prevede più gradi di giudizio, non è certo a questo che si riferiscono né il Ministro né il segretario del PD nei loro commenti:

- o la sentenza sarà confermata. In questo caso la figuraccia (questa, sì, una figuraccia) la fanno, per due volte, al massimo grado, gli uffici del Ministero a partire dal suo massimo vertice: se si credeva nella bontà, anzi, nell’inderogabile necessità di procedere a una selezione con le procedure previste dal bando di concorso, emanato a gennaio 2015, ci si sarebbe preoccupati di intervenire nella “riforma Madia” approvata definitivamente qualche mese più tardi. Se si poteva ritardare un po’, se i Ministri potevano parlare tra loro, se gli uffici del Ministero acquisivano qualche parere preventivo sulle leggi che citavano nelle premesse. Sperare di cavarsela nel 2° grado di giudizio amministrativo non cambia la sostanza del giudizio politico che merita questo modo di scrivere le leggi: verbose e interpretabili all’inverosimile quando potrebbero essere scarne e chiare, traballanti sui fondamenti giuridici e sul rispetto della gerarchia delle fonti quando si fanno per “stupire il mondo” (Italicum docet).

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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