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Visualizzazione dei post da Maggio, 2017

Lavoro, reddito, dignità, dopo Bergoglio: parliamone. Era ora!

Le frasi di Bergoglio all’ILVA di Genova (“l'obiettivo vero da raggiungere non è il reddito per tutti, ma il lavoro per tutti”) potevano essere l’occasione per ragionare in termini nuovi, con attenzione e apertura mentale, attorno al triangolo lavoro, reddito, dignità umana, in una stagione in cui il lavoro è svalutato e relegato ai margini del discorso pubblico. Invece della frase, ridotta a “non un reddito ma un lavoro per tutti”, si è presa solo la negazione come arma polemica contro le proposte di reddito minimo per tutti dei Cinquestelle e della sinistra. Come se anziché stabilire una gerarchia tra i due obiettivi Bergoglio li avesse posti in alternativa. Tanto più che siamo un paese dove la disoccupazione e l’inattività involontaria sono a livelli record e al tempo stesso manca un sussidio per chi cerca lavoro (salvo una parte di quelli che lo hanno perso in precedenza). Sconfortante. Rivela un mondo politico- culturale in cui il fariseismo è imperante.

Proviamo invece a trar…

Al MIBACT le leggi si fanno strane

Questo post su Facebook di Matteo Renzi avrà certamente un posto tra i documenti con cui si scriverà la storia di questo periodo. L’autore è ora il segretario del partito più rappresentato in Parlamento, è stato Presidente del Consiglio per mille giorni e aspira fortemente a tornare in quella carica prima possibile. Le sue parole hanno dunque un certo peso, quale che sia il veicolo utilizzato per diffonderle (e la sua pagina Facebook conta un po’ più di un milione di seguaci).
Insieme alle parole di sdegno del Ministro competente (“figuraccia internazionale”) per la bocciatura da parte del TAR della nomina di alcuni direttori di importanti Musei italiani, quelle del post si prestano almeno a due considerazioni, in forma di domanda, che necessiterebbero una risposta (che difficilmente arriverà).
1) Riguardo a “cambiare i TAR”: che si intende? Dato per scontato che non si tratti di cambiare i modi di selezione dei giudici (sarebbe un commento un po’ inquietante) o aspetti di dettaglio s…

La realtà e il suo contrario

Matteo Renzi è stato per oltre 1000 giorni Presidente del Consiglio nel nostro Paese. Potrebbe dunque figurare tra i massimi statisti dell'Italia repubblicana.
Una vicenda al centro delle cronache di questi giorni ha toccato una persona a lui carissima, il padre. Anzi, il "babbo" (per antonomasia, in omaggio all'uso linguistico toscano). Vicenda dunque dai risvolti che potrebbero essere per lui molto delicati. A maggior ragione nel momento in cui una intercettazione (priva di rilevanza penale, passata alla stampa senza che sia ancora chiaro né come, né da chi, né nell'interesse di chi) ce lo riporta a colloquio con il padre dimostrando come fosse pienamente consapevole della delicatezza della sua posizione.
Come l'ha affrontata? Facendosi forte del fatto di aver  aver strapazzato il "babbo" (“devi dire la verità ai PM e smetterla con le bugie che hai detto a me a Luca”, presumibilmente Lotti) e vantando di aver così dimostrato la sua serietà.
Quell…

Macron, il nuovo, il dejà vu

C'è un buon motivo, largamente condiviso, per gradire l'elezione di Macron: la sconfitta, più sonora delle previsioni, della Le Pen. È anche molto diffusa, nell'informazione mainstream, la soddisfazione per la novità che rappresenta avendo rimescolato profondamente l'assetto politico della Francia e aperto una fase di discontinuità negli schieramenti. Nei circoli europeisti poi si arriva all'euforia: quelli conservatori, perché ha respinto l'assalto degli scontenti dell'Europa sventolando, prima ancora del tricolore, la bandiera blu a dodici stelle (quella che Renzi faceva sparire dallo sfondo quando si viveva Gianburrasca); quelli riformisti, perché ha dichiarato di voler modificare l'architettura istituzionale dell'UE ampliando lo spazio di rappresentanza democratica.
Sperare in Macron scommettendo sui miracoli? Ma per chi non si riconosce nel pensiero mainstream e lavora per un'alternativa di sinistra, nonostante la fase di ripiego (eufemismo…

Renzi e Macron

I commenti degli esponenti PD sulle primarie sono accomunati (indipendentemente dall'area di appartenenza) da una sorprendente rimozione di quello che è accaduto in Francia.

Comprensibile che rivendichino una diversità, in positivo, del loro partito, che rivolgano lo sguardo al futuro e si propongano di conseguire nuovi successi: sono o no il partito che governa il Paese, forte di una maggioranza assoluta in uno dei due rami del Parlamento? Ma chi non ne condivide la linea politica, chi ha a cuore le sorti di coloro che nel Paese stanno pagando i prezzi più duri nella crisi anche a causa delle loro scelte, ha il dovere di interrogarsi e cercare di mettere a frutto gli insegnamenti che si possono trarre da un avvenimento come le elezioni presidenziali francesi.


Riprendiamo dunque da qui il tema del post precedente, gettando lo sguardo oltreconfine. Un primo dato di novità è quello, ampiamente messo in rilievo, dell'esclusione dal ballottaggio dei due grandi partiti storici. Al…

Cosa ci dicono le primarie del PD

Renzi ha vinto le primarie, come previsto. Con una percentuale di poco superiore a quella registrata tra gli iscritti (70% anziché 67%), a differenza del 2013 quando nelle primarie aperte aveva raccolto una percentuale pari a una volta e mezzo quella raccolta tra gli iscritti (il 68% contro il 45%). Non c'è stato un crollo della partecipazione nella misura che molti nel PD mostravano di temere ma la riduzione di oltre un terzo è un segnale piuttosto chiaro. I sondaggi che misurano le intenzioni di voto per il PD attorno al 30% (sia pure in un trend discendente) sono sballati, a meno di non immaginare un crollo della partecipazione alle politiche sotto il 50%. Il lettore può farsi un'idea da solo con la tabella pubblicata di seguito.

Ad ogni buon conto, nella seconda tabella qui di seguito si presentano alcune proiezioni: che sono sempre più attendibili dei sondaggi in quanto basate su un comportamento reale delle persone (quelle che sono andate a votare ai gazebo).

Assumendo che…

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione