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Visualizzazione dei post da Novembre, 2016

SI e NO. Le ragioni messe a nudo

Alle ultime battute di una campagna elettorale che va avanti da sei mesi lo scontro tra le ragioni del SI e del NO si può ridurre all'osso. Premettiamo che se i toni sono accesi non c'è nulla di aberrante. Al contrario, c'è semplicemente un popolo che, a dispetto dei suoi detrattori, sta dimostrando di avere compreso la portata di questo voto: storica, non solo sul piano nazionale. Asciugate dai toni, sfrondate dagli addobbi propagandistici e depurate dalle bufale, il confronto è tra due letture (o narrazioni) della nostra storia recente e due visioni, conseguenti, del futuro. Qualunque interpretazione della riforma va inquadrata in questa cornice, senza di che il merito diventa indecifrabile, perde significato.
La narrazione del SI Secondo la lettura del governo e del fronte del SI, l'Italia è stata immersa in una palude per lunghissimi anni, da D'Alema passando per Berlusconi fino a Monti (tacendo di Letta: complesso di colpa?), finché Renzi non ha scompaginato il gi…

Ora che il gioco si fa duro

Le ultime due settimane di campagna elettorale per il referendum saranno impegnative e faticose per il fronte del NO. Le sirene dei sondaggi non devono incantare. Non perché ci sia una maggioranza silenziosa nascosta tra gli indecisi ma perché c’è una minoranza molto rumorosa e dotata di argomenti piuttosto forti nella logica del voto si scambio. Che per di più utilizzerà il silenzio dei sondaggi ufficiali per spargere, attraverso i media asserviti, ogni genere di “soffiate”.

La debolezza degli argomenti per il SI A favore della campagna per il NO gioca il fatto che gli argomenti del SI, a parte il voto di scambio, si rivelano sempre più deboli man mano che i cittadini hanno modo di approfondire il merito. Anche qui, però, non si devono commettere errori di sottovalutazione, perché il fronte pro-riforma si sta dimostrando capace di condizionare la scelta degli argomenti. Su questo ho l’impressione che la campagna per il NO debba compiere qualche ulteriore riflessione per aggiustare il t…

Come va il PIL (in tempo di campagna elettorale)...

Nei palazzi del governo si saluta con esultanza, a stento trattenuta, il dato sul PIL rilasciato dall'ISTAT: +0,3 sul trimestre precedente (+0,9 sul corrispondente trimestre 2015). Immancabile lo spot di Matteo Renzi per la campagna elettorale, un tweet conciso e sobrio “Con le riforme sale il Pil, senza riforme sale lo spread”. Non c'è niente da fare, inutile illudersi. Continuano nella stessa direzione, senza riuscire a vedere il mondo che hanno intorno.
Un trimestre col segno più Volendo parlare di come va l'economia, si può dire che ci si aspettava un dato positivo, dopo la gelata del secondo trimestre fermo a zero: gli indici della produzione industriale segnalavano una ripresa, il portafoglio ordini consentiva qualche ottimismo, il mercato dell'auto proseguiva la ripresa e, ciliegina sulla torta, qualche disavventura dei nostri concorrenti mediterranei (Francia e Egitto in particolare) aveva convogliato sui nostri lidi un numero record di turisti (italiani e stran…

Domani è un altro giorno, Mr. Trump

Il giorno dopo il ciclone Donald la sinistra non-liberista ha avuto la sua giornata di passione, a rimproverarsi e a rimproverare la sinistra mainstream per la strada che ha imboccato. Perché il moderatismo sta generando mostri. Abbandonare gli ultimi, e poi i penultimi, apre la strada ad avventure, alimentate dalla lotta tra i poveri e i disperati. Ma ora è già dopodomani, è un altro giorno e occorre pensare al cammino da fare.
Sostenevo nel postprecedente che la sinistra che ha sposato gli interessi e le tesi del grande capitale economico-finanziario ha commesso un errore duplice, di cui sta pagando il prezzo più o meno ovunque nel mondo e non se ne dà una ragione. Sul primo, essersi distaccata dagli interessi del 99%, serve ragionare per ritrovare un baricentro e una direzione di marcia diversa dal passato. Ma il secondo errore è centrale per il dopo e consiste nell'aver perso la capacità di cogliere le irrisolvibili contraddizioni nascoste dietro le tesi dominanti, prodotte d…

Le paure dei mercati e il popolo sovrano

La domanda è: si può essere molto preoccupati per la vittoria di Trump senza condividere le preoccupazioni dei mercati finanziari per la sconfitta della Clinton? Dimenticavo: e senza essere accusati di essere contro il mercato, praticamente extra-terrestri? I mercati non sono il male. Nemmeno quelli finanziari. Affermo che quando i mercati (in particolare quelli finanziari) sottomettono la politica i cittadini sono meno liberi e più deboli perché privati della loro sovranità. Cioè privati di uno strumento fondamentale per incidere sul proprio destino.
Il mercato (in particolare quello finanziario) non è in grado di regolarsi da solo. Deve farlo lo Stato attraverso leggi che deve essere in grado di far applicare; altrimenti il mercato produce diseguaglianze e squilibri che in un tempo nemmeno troppo lungo erodono le basi della democrazia privando i cittadini della loro sovranità e disgregando la coesione sociale.” Non so se queste affermazioni possono apparire eretiche. Per qualcuno…

Possiamo dirci soddisfatti per come va l'occupazione?

Puntuale come sempre, ad ogni inizio mese l'ISTAT rilascia i dati sull'occupazione e Matteo Renzi rilascia il suo tweet trionfale (con un'eco che rimbalza dal Ministero del Lavoro).  Il trend dell'occupazione però non cambia. E non ci riserva nessuna sorpresa: è ampiamente analizzato, se ne conoscono le cause e si sa come incidono quelle riconducibili a scelte politiche. Tanto che, purtroppo, finché non cambieranno le cose, prevedere l'andamento futuro è fin troppo facile. Basta un'occhiata a qualche grafico per rendersene conto. 
Quello qui accanto rappresenta gli occupati totali mese per mese dall'inizio della crisi economica (2008) fino ad ora (settembre 2016).  È evidente il crollo dei primi anni: più di un milione di posti di lavoro persi, tra crisi e politiche di austerità, nel periodo che va dal 2008 ai primi mesi del 2014. Quando si inverte la tendenza alla diminuzione degli occupati. 
Il grafico sottostante è una zoomata sugli ultimi quattro anni, d…

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione