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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2016

Che cosa dicono i sondaggi sul voto

Se gli indecisi decidono per il NO A cinque settimane dal voto i sondaggi continuano a registrare un esito incerto ma colgono un dato significativo: nelle ultime settimane sono diminuiti gli indecisi e parallelamente ha guadagnato il NO. In più gli elettori che dichiaravano di votare SI ed ora hanno deciso per il NO sono più numerosi di quelli che compiono il percorso contrario. Vorrà pur dire qualcosa, no?


L'indeciso non ha le idee chiare, a differenza di chi ha già scelto, ma se le vuole chiarire. In questo non è assimilabile a chi intende astenersi, che può avere o meno le idee chiare su un merito che in ogni caso lo lascia indifferente. È dunque qualcuno che cerca di formarsi un opinione valutando tutti i pro e i contro della riforma senza essere partito da posizioni pregiudizialmente contrarie o favorevoli alla riforma. A maggior ragione non vota per partito preso chi si è formato un'idea diversa da quella originaria. Vuol dire che ha approfondito in qualche modo la que…

Renzi e il brivido dell'avventura

NOrmalmente sarebbe buona regola evitare il classico “l'avevo detto, io!”. Quando però, qualche settimana fa, ho espresso qui la convinzione che Renzi aveva imboccato una deriva che lo potrebbe portare, imbaldanzito in caso di vittoria del SI, a sostenere l'idea di un'uscita dall'Europa, mi sono state rivolte critiche, bonarie ma severe. Da amici economisti, che non sono fan del premier. Persone che hanno ricoperto ruoli e responsabilità di primo piano nell'apparato dello Stato e credono nelle istituzioni. Sono apparso loro come un visionario (magari un po' fazioso). Il fatto è che, rispetto a loro, credo di aver avuto modo di conoscere più da vicino il personaggio Renzi. Ora le esternazioni contro l'UE sono cresciute di tono e siamo arrivati a “scelgano tra noi e l'Ungheria” lasciando aperta l'interpretazione se si tratti di una minaccia o di una promessa. E, indizio assai eloquente, viene mandato Padoan (quello che sarebbe il tramite, la faccia ami…

NO a una campagna basata sul voto di scambio (e sulle bufale)

toriamente il ministro Del Rio non fa parte della cerchia più ristretta del premier.
È anche tra i nomi più gettonati tra gli indovini del dopo 4 dicembre, in caso di vittoria del NO, per una successione a Renzi "alternativa ma in continuità politica". E questo non aumenta certo il suo appeal a corte. Deve essere per questo che, come si usa in certe famiglie, se c'è da difendere una causa indifendibile è su di lui che cade la scelta perché ci metta la faccia e si esponga. Per una prova di fedeltà, per un atto di sottomissione.
Di nuovo la stessa bufala E' quindi lui che rilancia, sul Corriere la "grande apertura alla minoranza" di Renzi sull'elezione diretta dei senatori. Che, come sa chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la legge, è una bufala degna del servizio antibufale di Blogo. Per il semplice motivo che qualunque legge con questo contenuto - a partire da quella presentata da Chiti-Fornaro (ed altri) - il giorno dopo il 4 dicembre, in caso di…

Un NO contro una politica di inganni e bugie

NOn che la campagna per il SI al referendum si distingua per aderenza al merito e solidità di argomenti. Slogan a ripetizione con poco riguardo per la verità dei fatti. Ma ci sono occasioni (come quando si riunisce la massima assise del maggiore partito, ora al governo del Paese) in cui il rigore sarebbe d'obbligo. Invece, chi si aspettava che la direzione PD del 10/9 aggiungesse qualche elemento di chiarezza nella dialettica interna, tale da far fare passi avanti anche al dibattito politico in generale attorno alla riforma, è rimasto ancora una volta deluso. E ha dovuto accontentarsi dell'ennesimo spot ingannevole e bugiardo.

Il colpo di teatro: senatori scelti direttamente dai cittadini. Ma è una bufala
NOvità rilevanti non ce ne sono state. Il premier tuttavia non ha perso l'occasione per spacciare un suo colpo di teatro per svolta sensazionale. Secondo lui, la “pistola fumante” che fa scoprire il gioco della minoranza, pregiudizialmente contro di lui, è questa: “Vi ho …

Il NO al referendum è (anche) un giudizio sul governo

NOn può esserci alcun dubbio sul nesso che collega il giudizio sul referendum a quello sul governo. Così come non c'è dubbio che quando Renzi afferma di aver sbagliato a personalizzare la vicenda usa l'espressione travisandone intenzionalmente il significato, come è solito fare. Perché non vuole dire che è sbagliato collegare la riforma alla sua persona, come si dovrebbe intendere letteralmente: tanto è vero che continua a condurre la propaganda non solo come figura di punta dello schieramento ma addirittura come se fosse lui solo in grado di spostare il voto degli elettori e esponendosi così su tutti i media oltre ogni limite ragionevole. Il messaggio è invece un altro: non dovete collegare il voto sul referendum al giudizio sul mio governo. Perché sa bene quale bilancio sta traendo la maggioranza degli italiani sul suo operato.


NOn è però possibile scindere i due giudizi. Intendiamoci. Il giudizio sulla riforma, trattandosi della “Costituzione del popolo italiano”, deve gua…

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione