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Visualizzazione dei post da Luglio, 2016

Renzi parla di Europa.

Non si può proprio dire che la giornata che Renzi ha dedicato all'Europa davanti all'assise nazionale del PD abbia avuto una qualche eco. Eppure non si era tenuto basso: “All'inizio del mio mandato pensavo che il nostro Paese potesse svolgere un ruolo di leader in Europa ma ora mi sono fatto un'idea diversa: che noi abbiamo il dovere di assumere la leadership perché abbiamo la cultura, l'etica e la visione politica che serve all'Europa per uscire dalla crisi attuale. E il nostro partito deve accettare questa sfida perché, sotto la mia guida, può riuscire nell'impresa”. Niente di meno. Eppure se si dà un'occhiata alla stampa estera, è stato totalmente ignorato. E non è andata molto meglio con la stampa italiana. Il nostro ambisce a guidare l'Europa e i notisti politici riprendono solo le battute contro Di Maio. Viene, sì, ripresa la notizia del vertice di Ventotene a fine agosto con la Merkel e Hollande, data da Renzi a riprova del nuovo ruolo dell&…

Tira aria di autoritarismo. Un NO per fermarli

A gettare lo sguardo indietro per un attimo, si rimane colpiti dall'escalation delle argomentazioni portate dai fautori della riforma costituzionale. Se ricordate, all'inizio era tutto un consultare, dibattere e controbattere. Il parere degli altri, i politici non di maggioranza, i tecnici, pareva contasse. Per una riforma tanto attesa, materia delicatissima, far bene era non meno importante che far presto. Così sembrava.
Ci si è accorti rapidamente che non tutti i pareri erano da ascoltare, che gli inviti erano un po' (troppo) mirati, che non si poteva andare per il sottile. Che, insomma, si era già diviso il campo, di ortodossi ed eretici (gufi che remavano contro, professoroni che si fermavano sui particolari), di maggioranza e opposizione (che non propone ma, lo dice la parola stessa, si oppone).

Si è così passati all'”ora basta, non c'è più tempo da perdere”. Discussione parlamentare strozzata e campagna d'ascolto archiviata. La riforma c'era, con u…

Sul tripolarismo all'italiana (3). I soggetti della ricostruzione

Nei due post precedenti ho proposto una riflessione sul tripolarismo, caratteristico di questa fase della politica italiana, che in genere è dato per scontato senza approfondirne la natura, nonostante le anomalie da cui sembra caratterizzato.Non tanto per il polo di destra (quella “moderata” ha sempre avuto bisogno dell'appoggio di un'ala estrema) quanto per la natura del PD, nel momento in cui punta a riprodurre la DC nella Terza Repubblica: può essere definito un partito di sinistra? Anche se fa politiche di destra?

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione