Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Aprile, 2015

La catastrofe dei migranti. Italia e Europa senza una politica

Di fronte a quello che sta succedendo nel tratto di Mediterraneo che ci separa dall'Africa e in generale di fronte al modo con cui stiamo affrontando la questione delle grandi migrazioni dal Sud del mondo, sono assalito da una domanda che riguarda il nostro Paese (intendendo con questo non solo l'Italia ma l'Europa di cui siamo uno stato membro). La domanda è come abbiamo potuto ridurci così. Non voglio sentir dire che il nostro popolo ha dato prova di una grande generosità e ha rivelato un forte sentimento di solidarietà: gli esempi sono tanti, è vero, ma si tratta di persone, che dovremmo sentire come il nostro popolo ma purtroppo non lo rappresentano. Né è accettabile, anzi è disonesto, prendersela con l'Europa, che è fatta esattamente come siamo fatti noi. E non mi sembrano tollerabili le giustificazioni economicistiche che relegano il senso morale a una sovrastruttura che soccombe non appena sia in ballo il tenore di vita: primo, perché l'egoismo di cui diamo p…

Ancora sul tesoretto. E sull'ipotesi di Grexit

Ancora una volta. Davvero non porta bene parlare di tesoretto. Non si finiva ancora di ragionare sulla destinazione di 1,6 miliardi di minore spesa per gli interessi sul debito pubblico italiano, grazie alla caduta dello spread per l'intervento della BCE. Non si era ancora spenta l'eco delle polemiche sulla strumentalità di questi annunci trionfali che creavano confusione perché mascheravano l'esistenza di clausole di salvaguardia per 13 miliardi di aumenti IVA e accise. E sviavano l'attenzione dell'opinione pubblica da quella minaccia incombente che richiederebbe, per essere scongiurata, soluzioni di bilancio alternative di cui non si ha la minima idea. Non si è fatto a tempo a iniettare ottimismo e fiducia.  All'avvicinarsi della scadenza del 24 aprile, ultimo giorno utile per un accordo UE-Grecia che eviti il default ellenico e il Grexit (la susseguente uscita dall'Euro), i mercati hanno fatto quello che era inevitabile che facessero (anche se solo gl…

DUE O TRE COSE SUL “TESORETTO”

Si parla di un bonus da 1,6 miliardi per il 2015. Ovvero, un “tesoretto”. Si avvicina una scadenza elettorale e si parla di un “tesoretto”. Film già visto (uno di quelli senza un lieto fine). Vediamo un po' meglio di che si tratta per non avere sorprese.
Gli interessi pagati sul debito del Tesoro sono stati inferiori al previsto, grazie agli acquisti “incentivati” dalla BCE: 75,6mld€ (si presume) rispetto ai 76,7 messi a bilancio. Una volta tanto una voce (in uscita) non ha sforato ma è stata sotto al preventivo. Bene. Se tutto il resto andasse come previsto ci sarebbe qualcosa in più da spendere. Ma la lista dei rischi incombenti consiglierebbe un po' di prudenza. Pensiamo ai risparmi della spending review, che sono ancora tutti da scoprire, mentre il DEF 2016 mette in allarme i comuni, chiamati in soccorso dallo stato centrale che non sa eliminare gli sprechi. O agli oneri per bonus assunzioni, che potrebbero costare più del previsto, perché le imprese hanno realizzato che…

PD ROMA CERCASI

Missing in (in)action. Il Partito Democratico di Roma si è perso nell'inazione. Non è stato commissariato, è stato sciolto. Quel “mondo di mezzo”, scoperchiato e messo sotto processo (per una parte) ma non sradicato, non ne ricava alcun danno. “A noi il sorriso non ce lo leva nessuno” è la risposta dei clan del litorale. Del resto, non era al partito che miravano, “nel mondo di sopra”, ma alle istituzioni: assemblee elettive, amministrazioni. Se non è più il partito che seleziona gli eletti e gli amministratori, ci saranno altri canali e non è detto che siano più difficili da condizionare. La verità, come ho già scritto, è che azzerare il PD non serve a curare i suoi mali ma li aggrava. E sì che i mali del PD romano non erano un mistero per nessuno, anche se solo una minoranza osava denunciarli. Non quella che è stata per anni la maggioranza e che ora sta ricostruendo le sue posizioni di potere dopo l'avvento del renzismo, ma una minoranza che, allora come ora, tenta di ricos…

Come va l'occupazione di questi tempi

Commentare mese per mese i dati ISTAT sull'occupazione è un esercizio stucchevole. Perfino gli addetti ai lavori, che pure sono chiamati per mestiere a seguire anche le oscillazioni di breve periodo, si guardano bene dal trarne argomenti per formulare previsioni cogliendo segnali di variazioni di tendenza. L'imperativo categorico del governo del fare (in fretta) e della strategia dell'ottimismo comporta invece che ogni qualvolta venga diffuso un numero utilizzabile allo scopo parta uno squillo di tromba. Se il momento lo richiede, meglio ancora, un concerto di fanfare. Succede così che quando i dati ISTAT sulle forze di lavoro, come è successo per il mese di febbraio, segnalano una diminuzione dal mese precedente (in questo caso di 44.000 occupati) si fa una figuraccia se qualche giorno prima si erano usati toni trionfalistici per qualche anticipazione, molto parziale, sulle assunzioni comunicate al Ministero del Lavoro.
Sono gli inconvenienti della turbo-propaganda. Megl…

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione