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Visualizzazione dei post da Marzo, 2015

Come parla l'altro sindacato

Il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, è uno a cui piace andare al sodo. Parlando sabato ai suoi della “Piccola Industria”, in contemporanea con il corteo della FIOM, ha detto che “stiamo ancora strisciando sul fondo” ma ora con il Jobs Act (“un lavoro eccezionale di Poletti”) possiamo sperare di agganciare la ripresa. Obiettivo 2% di crescita reale. Purché “si tolga il piombo dalle tasche dell'Italia”. E per non restare sul vago, ha aggiunto che i sindacati “hanno le loro responsabilità” perché “hanno frenato tutto”. Lo dimostra il loro comportamento in tema di rappresentanza: hanno impiegato 18 mesi a rendere operativo l'accordo interconfederale. Poi, stuzzicato dai giornalisti su Landini, ha aggiunto: “Sta facendo un partito. Bene, è democrazia. Purché non guardi al passato, che hanno fatto già abbastanza danni.” Ora, se uno ci si mette con la matita blu, di tutte queste affermazioni si salva ben poco. A parte la prima, basata sui dati ISTAT di gennaio per ordina…

I numeri del Ministro del Lavoro

I quotidiani sono stati invasi da una gran bella notizia (che ha fatto però da spalla alla tragedia dell'aereo schiantatosi sulle montagne francesi): boom di assunzioni a tempo indeterminato nei primi due mesi del 2015, + 38,45% sui corrispondenti mesi del 2014. In valori assoluti 79.000 nuovi contratti. Al netto delle assunzioni plurime per contratti brevi, circa 60.000 lavoratori interessati. “L'Italia riparte”, gioisce il premier. I gufi sono serviti.
Che si prenda un singolo dato, incoraggiante, per imbastirci una campagna mediatica sulla linea dell'ottimismo non sorprende. Ma è evidente che nessun analista serio (ma nemmeno un astrologo) si sognerebbe di trarre una previsione da quel dato e che nessun investitore lo prenderebbe per un indicatore di tendenza affidabile. Era scontato che 8.000€ annui di beneficio generalizzato, per tutte le assunzioni a tempo indeterminato, avrebbero prodotto più assunzioni. Non solo, ma se i primi due mesi hanno dato questo risultato…

Sulla "coalizione sociale" di Landini

Con il passare dei giorni, l'iniziativa di Landini, con la FIOM, per dare vita a una coalizione sociale acquista contorni più chiari. Facciamo il punto, senza sottrarci all'onere di segnalare gli aspetti che appaiono problematici.
Non si tratta - a questo riguardo le affermazioni sono sempre state nette - del nucleo iniziale di un nuovo partito (“non capisco questa parola”, battuta conclusiva della conferenza stampa successiva all'iniziativa del 14/3). Oltre tutto, nel quadro travagliato dei tentativi di ricostruire un'offerta politica a sinistra, non se ne capirebbe l'utilità. Tanto più che sono in molti a pensare, come lui, che la strada verso la ricostruzione di una sinistra politica passi attraverso la ricostruzione di un tessuto sociale oggi lacerato. E l'esperienza di Syriza del resto sembra avvalorare questa tesi.
E' stato anche respinto il sospetto che la coalizione sociale serva a spostare il terreno dell'iniziativa al di fuori di quello class…

La scommessa di Renzi sull'occupazione e la "favola bella"

Secondo il premier Renzi con il Jobs Act ci saranno molte più assunzioni che licenziamenti e si dice pronto a scommetterci. Fossi un giocatore d'azzardo ci farei un pensierino, potrebbe essere un buon affare. Ma non lo sono e poi trovo odioso che si facciano scommesse a perdere. Ma il premier ha davvero sfidato la scienza economica, nella misura in cui può essere “scientifica”, oltre che la logica e, non ultima, la fiducia che molti italiani ripongono in lui.

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione