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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2015

La sinistra europea alla prova della Grecia

L'accordo raggiunto tra Grecia e UE ha, con tutta evidenza, come unico effettivo contenuto un rinvio.  Anche comprare tempo può essere un buon affare per la Grecia, date le circostanze. Ma il tempo non può essere utilizzato, da nessuno degli attori sulla scena, solo per tentare di abbassare la tensione attorno alle scelte da compiere. Perché è invece sacrosanta. Perché un principio cardine di democrazia richiede che attorno a scelte destinate a condizionare pesantemente il futuro dei cittadini del continente sia alta l'attenzione e la tensione, politica e morale. Ne siamo consapevoli? Non si ha questa impressione quando si assiste a un dibattito parlamentare sulle scelte di fondo della politica estera che sorvola bellamente su questo tema, come se non avesse nulla a che vedere con la crisi ucraina sul confine orientale e con quella che attraversa il mondo arabo sulle sponde orientali e meridionali del Mediterraneo. Come se la questione greca potesse essere archiviata per quattro…

JA. Per i giovani la beffa continua

Alcuni amici carissimi, che ripongono molte speranze nella capacità trainante dell'ottimismo di Renzi, mi hanno criticato, amichevolmente ma duramente, per i miei giudizi troppo severi, sul Jobs Act (1). Non negavano che fossero giudizi basati sulla realtà dei fatti, ossia sul significato, alla lettera, delle norme. Né che le previsioni sugli esiti attesi fossero fondate (cioè, trattandosi di scienze sociali, coerenti con le evidenze statistiche che ci provengono dalla storia passata). Non parlo di talebani della propaganda, né di troll o bot, ma di persone con competenze elevate, di indiscusso rigore. Le loro obiezioni erano di altro genere. In questo quadro politico - così riassumerei le loro tesi - ogni riforma paga inevitabilmente un prezzo all'esigenza di mediare tra visioni e, soprattutto, interessi diversi. Sotto la scorza di provvedimenti che rispondono alla visione (e agli interessi) della destra italiana e europea, possono però nascondersi, a loro parere, elementi …

Della democrazia a Roma (nel PD)

Era l'inizio di dicembre quando il procuratore Pignatone ha fatto esplodere lo scandalo di “Mafia capitale”, che ha toccato anche il PD romano portando il suo segretario a dimettersi e il segretario nazionale a nominare un commissario straordinario nella persona del presidente del partito Orfini. Nei cinque anni precedenti il PD a Roma e nel Lazio, attraversato da una guerra per bande, aveva già vissuto fasi di gestione straordinaria, quasi più lunghe di quelle ordinarie. È stato commissariato il Lazio tra il 2010 e il 2012 (anche allora affidato a un dirigente di primo piano come Chiti); dopo neanche due anni (inizio 2014), “rottamati” i nuovi organismi di direzione, si è tornato a celebrare il congresso; si è “auto-azzerata” la segreteria di Roma nel 2013 con le dimissioni del segretario Miccoli; infine, eletto dopo sei mesi di “vacatio”, Cosentino ha fatto appena in tempo a spegnere la prima candelina che già era costretto ad arrendersi. Con questa storia di instabilità alle s…

Il futuro della Grecia e quello dell'Europa

La decisione della BCE riguardo ai titoli greci, dopo qualche sbandamento iniziale, sembra sia stata inquadrata per quello che era. Non una mossa obbligata: tra le cancellerie europee qualcuno poteva accarezzare l'idea che Draghi avrebbe preso (e concesso) tempo prima di trarre le conseguenze della decisione della Grecia di revocare l'assenso al piano della Troika. Certamente una mossa legittima, stando al Regolamento della BCE. Ma il punto chiave è se si trattava di un ricatto: se lo era, è apparso chiaro come fosse rivolto preminentemente alla lato politico dell'Unione Europea più che al nuovo governo greco. Le divisioni non sono più sanabili, una scelta si impone, sul futuro dell'intera Europa, non della sola Grecia. Il tempo è scaduto, questa l'essenza del messaggio di Draghi.
La Grecia deve avere un piano, questo è indubbio. Ma è anche l'aspetto meno rilevante, visto che il piano può essere a più stadi e l'obbligo nei confronti dell'Unione, per as…

Post Quirinale. Ricominciamo dal lavoro.

Nei giorni in cui si votava per il Quirinale l'Istat ha diffuso i dati sull'occupazione di dicembre completando così il quadro dell'anno passato. L'attenzione era rivolta altrove ma qua e là si è voluto dare risalto al fatto che gli occupati erano aumentati di 93mila unità rispetto a novembre e che la disoccupazione era in calo e quella giovanile in particolare si era ridotta di un punto (dal 43% al 42%). Le cose cominciano ad andare meglio, era il messaggio. Contemporaneamente l'ISTAT diramava la Nota Mensile sull'economia italiana alimentando un po' di ottimismo: migliorano le aspettative delle famiglie, con un aumento del reddito disponibile nel terzo trimestre (anche se il fatto che sia stato convertito in risparmio anziché in consumi non è proprio un segnale di fiducia nel futuro), l'indice anticipatore dell'economia torna positivo a novembre, anche se la situazione è quella che è.
Nessuno, a quanto mi risulta, si è spinto ad associare questi segn…

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione