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Visualizzazione dei post da 2015

La legge di stabilità; un'"obbligazione subordinata".

L'idea di una perdita di senso della distinzione tra destra e sinistra si è ormai fatta strada anche a sinistra e si insinua fin nel dibattito sulle sue sorti future. Brutto segno, perché è una delle idee distintive della cultura di destra, ma tant'è: sta diventando difficile formulare giudizi in base a criteri solidi e condivisi perfino sulle scelte politiche che hanno un forte un impatto sulla vita dei cittadini. Se ne ha una riprova sfogliando la stampa, che un po' riflette e un po' alimenta questa deriva. Gli schemi interpretativi hanno tutti un forte tratto autoreferenziale, basati come sono sugli schieramenti parlamentari. I contenuti sfumano sullo sfondo e i lettori-elettori sono spinti alla loro rimozione: non a caso i programmi elettorali sono stati cancellati dalla memoria collettiva, sembrano risalire non a due anni fa ma a un'altra era geologica. In base alla stessa matrice di pensiero, il centro, che in origine identificava la parte più mobile e me…

L'economia rallenta. E la legge di stabilità peggiorerà le cose

Sarà che i gufi devono averci dato dentro di brutto. Sarà che i dati escono di venerdì 13 nel mese dei morti. Sarà che la magistratura ha messo le mani sull'ISTAT. Però le stime preliminari del PIL del terzo trimestre (+0,2%) hanno un significato preciso: il famoso +0,9% su cui si è costruita la legge di stabilità, la previsione che “per la prima volta supera le stime di inizio anno” (che erano dello 0,7%) e che “potrebbe perfino essere ulteriormente migliorata”, invece non sta né in cielo né in terra. Il 2015 farà segnare quasi certamente un +0,7%. E' praticamente impossibile che si possa arrivare al +0,8% e bisogna stare attenti che il IV trimestre faccia segnare almeno lo stesso +0,2% del terzo altrimenti chiuderemo l'anno a +0,6%. Intanto l'approvazione della clausola di flessibilità sugli investimenti e del bonus immigrati è nel limbo: Bruxelles risponde all'Italia, come si usa nei migliori mercati (e nei suk del Medio Oriente) “vedere cammello”. Investimen…

L'ottimismo di governo e l'occupazione in altalena

Il giorno della pubblicazione dei dati ISTAT sull'occupazione è (quasi) sempre un giorno di buone notizie. Con una differenza. Qualche volta vanno in prima pagina (e nei titoli di testa dei TG), altre volte in pagina interna. Stavolta la buona notizia, che la disoccupazione è calata, va in pagina interna: perché non è affatto sicuro che si tratti di una buona notizia. I dati diffusi sono fondamentalmente due (oltre alla loro somma): occupati e disoccupati (persone in cerca attiva di lavoro), che sommati danno gli attivi. Per differenza, il resto della popolazione è inattiva.
Se cala la disoccupazione e aumenta l'occupazione si può pensare che un po' di disoccupati abbia trovato lavoro e non siano arrivati altri, fin lì inattivi, a cercare lavoro. Perché non si è sparsa la notizia o non ci si fida ancora. Ma se invece cala la disoccupazione e cala anche l'occupazione, è probabile che un po' di disoccupati abbia smesso di cercare lavoro e abbia ingrossato la folla de…

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione