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Visualizzazione dei post da Aprile, 2014

Sulla Commissione Nazionale di Garanzia del PD

Oggi ho inviato al Presidente della Commissione Nazionale di Garanzia del PD, il Vice-Ministro dell'Economia Enrico Morando, una lettera (aperta) il cui contenuto vorrei far conoscere agli amici che mi leggono su questo blog.

Ecco il testo
Caro presidente, conosco, perché ce lo hai manifestato, il tuo imbarazzo per la situazione in cui ti trovi, di inconciliabilità di fatto e di inopportunità politica, nel sommare una carica di governo a questa presidenza. Ho ritenuto tuttavia di doverti indirizzare questa lettera (aperta) perché, nell'attesa delle soluzioni che ti sono state promesse dai vertici politici, sei comunque il presidente di questa commissione. E lo sei in un momento delicato, la conclusione dei congressi regionali, la selezione delle candidature per una tornata elettorale di grande importanza.
Nell'affrontare le questioni di nostra competenza ci siamo trovati in più occasioni, ancora nelle ultime settimane, davanti a un problema di fondo, di non facile soluzione.…

LO STRABISMO DEL MINISTRO POLETTI

Mentre la Camera si accinge a votare il suo decreto, il Ministro Poletti si incarica di disegnare, in un intervista alla TV di Repubblica, la futura manovra sul lavoro, andando ben oltre (“benoltrismo”?) lo stesso contenuto del disegno di legge (JOBS Act) da poco presentato. E' un caso singolare di strabismo: se, come molti avevano notato, il decreto va in senso contrario a quello del programma annunciato a gennaio da Renzi e il JOBS Act autorizza a dubitare anche della direzione che sarà intrapresa a tempi più lunghi, il Ministro invece prende lo slancio e, come linea di sviluppo, ripropone una sorta di ritorno alle origini: il contratto a termine deve costare il 10% in più di quello a tempo indeterminato, il problema degli esodati va risolto in chiave strutturale ritornando alla flessibilità per l'età pensionabile, tanto per dire.
Un Ministro della Repubblica che rilascia un'intervista al maggiore quotidiano nazionale deve essere preso sul serio, per definizione. Così c…

A chi fa paura il dibattito interno al PD?

Una brutta giornata per il PD. Tra Renzi a Torino e D'Alema a Roma, non mi è proprio andata giù. Il segretario che dice “il PD non perda tempo a litigare al suo interno”. L'ex lider maximo che dice “se la minoranza [o comunque quella “cosa” che si è incontrata a Roma su invito di Cuperlo] si mette a rivedere le virgole di Renzi, rinsecchisce”. Questa è dunque l'idea che hanno, del dibattito interno al partito, i due dirigenti che oggi pesano di più nel determinarne le scelte: un litigio che fa perdere tempo (provocato al solo scopo di cercare visibilità), sofismi da cacaminuzzoli (incapaci di organizzarsi come minoranza).
Qui poi, su questo dente, batte la lingua di D'Alema. “Non sono a mio agio in minoranza. Se la maggioranza sente il partito come un peso e non lo organizza, organizziamolo noi, stampiamo le tessere che si è deciso di non stampare più.” Eppure, nel senso delle parole di D'Alema, quella minoranza a cui si rivolge e che a lui fa riferimento si org…

Il DEF di Renzi. Svolta o continuità?

La presentazione del DEF 2015-2018 è stata caratterizzata dai soliti toni enfatici nello stile del premier, stavolta però all'insegna del “vi stupiremo con l'assenza di effetti speciali”. Dopo aver alzato la temperatura dell'attesa, attorno alla promessa dei 10 miliardi nelle buste paga dei lavoratori e al rebus delle coperture, il “trailer” serviva a smorzare: “abbiamo lavorato seriamente, con molta prudenza, sulle cifre” (con le quali è sempre un po' pericoloso prendersi eccessive libertà). Anche se poi non è mancata l'esaltazione della “più grande manovra redistributiva” della storia dell'umanità, o giù di lì
Sta di fatto che con un documento come il DEF è difficile fare fuochi di artificio. Con il suo corposo contenuto (circa un migliaio di pagine compreso il Piano Nazionale delle Riforme) sarà oggetto di un serrato confronto politico e sarà sottoposto a analisi di dettaglio nelle molte sedi internazionali, istituzionali e non, che attendono di trarne lumi s…

C'era una volta il "JOBS act"

Ricordate, all’inizio dell’anno, l’annuncio di Matteo Renzi sul JOBS act? “Ci stiamo lavorando, sarà presto legge”. Ne anticipava il contenuto in un documento che definiva “aperto, politico, che diventerà entro un mese un vero e proprio documento tecnico, con l’obiettivo di creare posti di lavoro, rendendo semplice il sistema, incentivando voglia di investire dei nostri imprenditori, attraendo capitali stranieri”. Ora il disegno di legge è depositato. Lasciamo perdere alcuni impegni sul metodo (“sarà inviato ai circoli, agli addetti ai lavori per chiedere osservazioni, critiche, integrazioni”, “lo discuteremo nella direzione del PD del 16 gennaio”, che non si è mai tenuta) e sui tempi (“un nuovo codice del lavoro entro otto mesi”): non si deve mai impiccare un politico alle sue parole, neanche quando ne fa un uso, diciamo così, un po’ smodato. Si tratta di una legge delega, passeranno circa nove mesi dalla sua approvazione in Parlamento prima che la legge vera e propria, “concreta”, op…

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione