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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

Il PD dopo Renzi. In movimento, verso dove?

Sono passati quasi tre mesi dal risultato delle convenzioni riservate agli iscritti del PD. Quel momento ha segnato un passaggio di fase che lì per lì è stato alquanto sottovalutato, anche se ora la sua importanza comincia ad apparire con chiarezza. Renzi allora aveva dimostrato di avere un consenso maggioritario anche all'interno dell'apparato di partito, oltre che diffuso su tutto il territorio. Il personale politico che aveva guidato il PD con Bersani, affollando gli scranni parlamentari e monopolizzando gli incarichi di partito, era arrivato al capolinea senza una proposta politica, dimostrandosi gruppo di potere senza più capacità di comando. Scoprendosi incapace di esercitare una direzione politica, si è inevitabilmente diviso al suo interno, alla ricerca di nuovi approdi e nuove legittimazioni. Da quel momento era chiaro che la nuova partita politica dentro il PD avrebbe avuto due interlocutori principali: Matteo Renzi, ll nuovo leader indiscusso, che dopo due settiman…

16 febbraio. Appello al voto, per riprendere in mano il PD

Esiste un popolo del PD. Non è una figura retorica. Mezzo milione di iscritti. Per una parte non insignificante, attivi. Circa tre milioni di simpatizzanti che votano alle primarie. E una base elettorale da tre a quattro volte più grande.
Quanto conta questo popolo? Quelli che hanno votato, meno di un anno fa, per una prospettiva di cambiamento, per un governo con una impronta democratica, di sinistra, ispirato ai valori della Costituzione uscita dalla Resistenza, sono stati traditi. Hanno visto i loro eletti giustificare con uno stato di necessità, conseguenza della mancata vittoria, il ritorno a un governo di ampia coalizione con la peggiore destra per continuare sulla stessa strada che, dopo la caduta di Berlusconi, si era già rivelata fallimentare con l'esperienza Monti. Il governo Letta non avrebbe potuto fare di più. Ma era stato promesso che si sarebbe occupato di espletare le pratiche urgenti in materia economica, fino alla Legge di Stabilità, e di modificare la legge e…

Sette buone ragioni per rifiutare la staffetta.

Se non per convincere Renzi, almeno perché si lasci attraversare dal dubbio
1) Il programma Non c'è. Non l'ha scritto il PD, mentre quello scritto da Letta non può essere il programma di Renzi (o ho capito male il senso del ricambio). E' dunque tutto da costruire. Il guaio è che sarà costruito DOPO, non PRIMA di aver fatto il governo. Non si è mai visto (tanto per ricordarlo a chi evoca la Grosse Koalition, nata da due mesi di trattative serrate). O pensiamo che il paese possa restare due mesi fermo, ad aspettare che Alfano ci spieghi se i figli di immigrati nati in Italia potranno prima o poi essere cittadini italiani o se si può recuperare un po' di progressività nell'imposizione fiscale?
2) Gli elettori Senza voce in capitolo. Eppure, nell'anno trascorso dalle elezioni i cittadini hanno fatto le loro riflessioni sulla situazione che si è creata. Non amano il compromesso senza anima (piace al 24%). Sentono l'oppressione della crisi economica. Una parte semp…

Renzi e il PD - 2a puntata

C'è da domandarsi quanto Matteo Renzi faccia affidamento sul partito che guida e quale ruolo assegni al popolo di iscritti, di militanti, di elettori da cui è composto. Lascia perplessi, a me sembra. Potrebbe sollecitare una partecipazione attiva, una condivisione e una mobilitazione. Invece si limita a informare, a chiamare a raccolta e a utilizzare come cassa di risonanza. Non è la stessa cosa: così facendo credo sprechi un potenziale notevole e vada incontro a grossi rischi.

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione