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Visualizzazione dei post da Luglio, 2013

Congresso PD. 5) NON SI FERMANO

Non si sono fermati. Il Partito Democratico, chiamato ad un appuntamento storico per ricostruire il futuro in un Paese alla deriva e per ritrovare in ciò le ragioni della sua esistenza, mostra di voler andare avanti senza una guida e senza un progetto. Che non sia quello di garantire la sopravvivenza della sua burocrazia di comando.
Il gruppo dirigente nazionale,stretto attorno al suo segretario “traghettatore” conferma di voler essere traghettato verso il nulla. O, meglio, di voler restare al suo posto senza nulla mutare. Nella direzione chiamata a decidere data e regolamento del congresso (il n.3, non il primo, dove si rischia e si sperimenta) solleva, come tema su cui concentrare il dibattito, quello della platea dei votanti nel passaggio finale, le primarie per l’elezione del segretario nazionale. Un tema del tutto privo di sostanza, così come era del tutto privo di sostanza il tema discusso in precedenza, del rapporto tra candidato segretario e candidato premier.
Quel primo tema …

Il PD verso il Congresso. 4) FERMATEVI!

Per carità di patria, fermatevi! Per amore del popolo italiano, in nome delle responsabilità che avete assunto candidandovi a rappresentarlo, fermatevi! Ne va non solo del futuro della sinistra in Italia, ma del futuro dei nostri figli e nipoti, se non vogliamo costringerli all’esilio, lontano da un paese inospitale. La politica sta dando un’immagine di sé sconsolante. Non da oggi. Ma scende sempre più in basso, lungo un piano inclinato che sembra non avere fine. Fermatevi!
La responsabilità più grande ricade sul Partito Democratico. Ne era consapevole Bersani, quando dichiarava, solennemente: “porteremo sulle nostre spalle il peso della guida del Paese in questo momento così difficile”. E’ proprio così: sul PD ricade non solo il peso di rappresentare i propri iscritti, o gli elettori che ancora lo seguono con interesse, se non proprio con simpatia. Né solo quello di tenere in vita un’idea - una speranza! - di sinistra nel nostro Paese. Il PD è il partito che ha la maggioranza assolu…

Decreto-lavoro. Per tirare a campare?

Con i giovani non si scherza. Men che meno con quelli senza lavoro.
Quando si parla di Europa occorre essere precisi. Demagogia e interessi di bottega hanno fatto già abbastanza danni alla causa europea.

Il governo italiano non ha basi solide. Ha un’ampia maggioranza numerica ma un ristrettissimo campo d’azione a causa dell’eterogeneità politica della maggioranza. Cerca di fare quello che può per non lasciare il paese senza guida: è comprensibile perciò che, nella situazione data, provi ad abbellire i risultati che ottiene. C’è però un limite invalicabile, quando si tratta di giovani, di lavoro, di Europa.
Il decreto legge 28 giugno 2013, n. 76, contenente, tra l’altro Primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile…” è stato accompagnato da annunci quasi trionfalistici: “ora le imprese non hanno più alibi per non assumere” (Enrico Letta, a caldo, da Bruxelles), “200mila posti di lavoro creati, pari a due punti percentuali in meno di disoccupazi…

Il PD verso il congresso. 3. Ciò di cui non si discute: il rapporto malato tra partito e istituzioni (Barca)

PARTITO E ISTITUZIONI, "FRATELLANZA SIAMESE" SUL TERRITORIO E AL VERTICE Continua il dibattito surreale sulle primarie per il segretario PD. Un dibattito che può avere una e una sola soluzione (ne parlo nel precedente post). Ritorno però sulla questione vera che si nasconde dietro la diatriba, quella sollevata da Barca nel suo documento sul “Partito Nuovo”, il rapporto tra partiti e istituzioni. Non è una questione “piccina”, né può essere confinata nel problema specifico, di una singola persona, o carica, senza nulla togliere alla dimensione del problema al vertice. Ridurla a questo aspetto serve solo a difendere lo status quo distogliendo dal problema reale. Che, al contrario, va affrontato alla radice, partendo dai circoli e dal loro rapporto con il territorio e con le istituzioni locali, passando attraverso i livelli intermedi, regionali e provinciali (sulla cui abolizione si sta assistendo, anche da parte del governo Letta, a un balletto e a una tattica del rinvio miop…

Il PD verso il congresso. 2. Si comincia discutendo del nulla

PARLARE DI RENZI PER NON PARLARE DI POLITICA A giudicare da quello di cui si sta discutendo in questi giorni, e da quello di cui si tace, il congresso del PD comincia sotto pessimi auspici. Si discute molto del ruolo di Renzi. Per scoprire, come se fosse una novità, che nutre l’ambizione di guidare il governo del Paese. O per avanzare il sospetto che, dopo aver fatto fuoco e fiamme per contrapporsi al segretario del partito, con tanto di deroga allo statuto, nelle primarie di coalizione, ora pensi di tornare alla figura unica. La questione che pone Renzi è diversa. La pone attraverso la stampa tedesca e evita di argomentarla, come è nel suo stile. Ma i suoi interlocutori si guardano bene dall’affrontarla nel merito. Si tratta di questo: l’incarico di segretario sarà incompatibile con la candidatura a premier?
IL TRIONFO DELL'OVVIO Non si pensi che sia una fantasia di mezza estate del sindaco di Firenze. Non la pone perché ha preso un colpo di sole ma perché ci sono varie correnti (…

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione