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Adesso parliamo di REDDITO DI BASE

La risposta di cui l’Italia ha bisogno, per invertire radicalmente la tendenza all’impoverimento e all’ampliamento delle disuguaglianze, è l’istituzione di un reddito di base, universale, per tutti gli individui appartenenti a nuclei familiari il cui reddito medio sia inferiore alla soglia di povertà. Nel post precedente ho cercato di argomentare perché la proposta contenuta nel “contratto” 5S-Lega, di un’indennità per tutti coloro che cercano lavoro, al posto di quella attuale a carattere mutualistico, riservata a chi lo ha perso, è un passo avanti. Esaminiamo ora le ragioni per cui occorre battersi perché a questo primo passo segua l’introduzione di un reddito di base. In premessa, deve essere chiaro che passare a questa proposta implica un radicale cambiamento di visuale rispetto alla soluzione prospettata da 5S e Lega. Una rivoluzione culturale rispetto al modo di pensare prevalente secondo cui si può parlare di lavoro solo per quello che passa attraverso il mercato mentre dare un s…
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QUANTI EQUIVOCI SUL REDDITO DI CITTADINANZA!

Tra gli ostacoli sul cammino dell’accordo Cinquestelle-Lega sembra proprio che non ci sia il reddito di cittadinanza. Su questo punto, accordo pieno: la proposta condivisa sarebbe quella di un’indennità di disoccupazione universale come superamento di quella attuale che è invece su base mutualistica. Per chi si raccapezza poco con le formule specialistiche, sarà bene andare un po’ più a fondo su una questione che, almeno per i Cinquestelle, doveva essere la prima e più importante innovazione introdotta dal governo in gestazione (se vedrà davvero la luce). Cominciamo dalla definizione di disoccupato: per l’ISTAT lo è chi (avendo più di 18 anni) ha effettuato almeno una azione di ricerca attiva di lavoro nelle quattro settimane precedenti.[1] Che in precedenza abbia perso il posto non è assolutamente rilevante. Quanto alla Costituzione, prevede (art. 38) che ogni cittadino ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale se inabile al lavoro, e che i lavoratori hanno diritto a “mez…

... e le sinistre stanno a guardare

La situazione del nostro paese è pessima e la confusione sotto il cielo della politica è massima. Non vale il detto di Confucio che piaceva al “celeste presidente” Mao perché la situazione non è affatto eccellente e perché il nesso causale è invertito: tra le ragioni principali di una situazione disastrosa c’è proprio la confusione che regna nella politica e si estende alla società. Eppure si sente dire che la situazione è migliorata, almeno un po’. È questo che dicono le statistiche, è questo che si afferma nei documenti di autorevoli istituzioni internazionali. In effetti è vero, in misura minima, per alcuni indicatori sintetici come il PIL e gli occupati: ma parliamo di un dato medio che non dà ragione dell’aumento dei divari e della conseguente crescita di povertà e precarietà. Oltre tutto la politica non può menarne vanto: anzi, se c’entra qualcosa è solo perché con l’incarico a Gentiloni si è voluta stabilire una tregua di raffreddamento che ha, almeno in parte, “bloccato”la poli…

Che (bruttissimo) tempo che fa

Se il PD fosse il partito che prometteva di essere alla fondazione, “non autosufficiente ma maggioritario, non la pura conclusione di un cammino ma una forza del cambiamento”[1] la Direzione che si riunisce, per la prima volta dal 4 marzo[2], per valutare la strada da intraprendere non avrebbe all’o.d.g. la decisione di aprire o meno il confronto con i Cinquestelle per formare il nuovo governo ma un tema di respiro decisamente più ampio. Se fosse quel partito, il suo gruppo dirigente sarebbe chiamato a dibattere sulla situazione sociale e politica del paese quale emerge del voto e, su queste basi, a formulare una proposta, come partito, per il futuro del paese. Da rivolgere agli elettori e alle forze politiche con cui deve misurarsi.

Ma quel partito non è mai nato. E il partito che è nato ha concluso la sua storia. Dopo anni convulsi, in cui ha cambiato cinque segretari in sei anni e tagliato le gambe, al momento della scelta del nuovo Presidente della Repubblica nel 2013, al suo candi…

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione